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Sport

Ente Promozione Sportiva Anspi (E.P.A.S)

L'Anspi incentiva e sostiene l’attività sportiva di base degli oratori e dei circoli, pensata e praticata all’interno di un “Progetto” che vede la Comunità educante coinvolta su una condivisa intenzionalità formativa ed aggregativa.


LA PRATICA SPORTIVA DELL'ANSPI

L’ANSPI "interpreta lo sport come uno strumento per la crescita integrale della persona", si riconosce quindi in uno sport praticato con finalità educative in un’antropologia relazionale che esalta la dignità incommensurabile di ogni uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio.

  1. LO SFONDO EDUCATIVO In coerenza al progetto educativo unitario dell’ANSPI, lo Sport è considerato quale mezzo utile attraverso il quale è possibile perseguire la medesima finalità di fondo: favorire la formazione umana e cristiana.
    • Ciò significa la comprensione dello Sport propedeutico al raggiungimento della salute psichica, fisica e spirituale di ogni singola persona umana, ma anche alla sua crescita integrale e globale, quale allenamento alla vita comunitaria, al rispetto delle regole, al sacrificio e quale scuola di vita, cioè di lealtà e di socialità, di libertà e di creatività, di gioia e di impegno.
    • Ciò significa anche la possibilità di raggiungere tutti, in una pratica popolare quale proposta formativa di base e di massa. Nello Sport e con lo Sport si incontra un gran numero di giovani e di famiglie ed è possibile l’accompagnamento ad una esperienza umana ricca di valori individuali e sociali, mettendo la vita in rapporto alla fede per renderla significativa e collegata al quotidiano.
  2. LA PRATICA SPORTIVA EDUCATIVA In una visione educativa dello Sport, l’ANSPI incentiva e sostiene l’attività sportiva di base che viene pensata all’interno di un “Progetto” che vede la Comunità educante coinvolta in una precisa intenzionalità e la organizza quindi a servizio degli Oratori e Circoli aiutandoli a trasformare gli spazi sportivi (campi, palestre, spogliatoi, strade e piazze) in luoghi ed ambienti ricchi di relazioni e di proposte formative, accoglienti ed alternativi allo sfogo della violenza distruttrice. Ritiene quindi non di sua pertinenza ogni forma di “campionismo” che esaspera l’aspetto tecnico rispetto al benessere psico fisico e spirituale della persona che rimane sempre al centro e al di sopra dell’organizzazione, dello spettacolo e dei trofei.

  3. I FATTORI COSTITUTIVI Per realizzare questa visione di sport educativo l’ANSPI ritiene che non possano essere disattesi i seguenti fattori ritenuti costitutivi di ogni pratica sportiva:
    • il gioco: quale espressione libera e gratuita di ogni persona, avente una grande valore simbolico che richiama l’innato bisogno di gioia e di festa, di creatività e di fantasia.
    • la festa: sport e festa favoriscono un felice intreccio fatto di partecipazione e di coinvolgimento laddove la volontà del divertimento e del ritrovarsi insieme facilitano le relazioni ed aiutano a superare le barriere regionalistiche di parte.
    • il corpo: la cura e la salute del corpo è legata al grande rispetto che si deve alla vita in quanto luogo delle relazioni con se stessi, con gli altri e con il mondo nonché veicolo di promozione umana.
    • l’agonismo: è una dimensione insopprimibile dello Sport e non vuol dire che deve essere esasperato, educare all’agonismo significa educare a giocare non contro qualcuno ma insieme, in una competizione leale e serena dove ognuno si impegna nell’esprimere e nel dare nell’esercizio fisico il meglio di se stesso.
  4. LE CONDIZIONI EDUCATIVE Tutto ciò richiede in pratica alcune necessarie condizioni educative che devono essere accettate sin dall’inizio da parte di chi si affaccia nell’associazione ANSPI:
    • mettere la persona prima e al di sopra di tutto: questo significa che i risultati debbano essere misurati non già in base ad una classifica ma anche considerando gli obiettivi raggiunti quali ad esempio la gratuità/divertimento, il sano agonismo/rispetto delle regole, il saper vincere e saper perdere/coinvolgimento in tutte le attività. Ciò vale anzitutto per le categorie giovanili che nell’organizzazione ANSPI devono essere sempre privilegiate. Scopo dei tornei è pertanto quello di aiutare i giovani a prendere in mano la propria vita, per essere sempre più coscienti e responsabili di se stessi, impegnati a dare un volto al loro presente e al loro futuro. Quello che conta è aiutare a prendere coscienza sul perché si fa Sport e sul come si fa Sport e non sul per che cosa si fa Sport.
    • tecnici ed allenatori siano animatori sportivi: L’ANSPI pensa ai suoi allenatori educatori non in quanto e semplicemente a dei tecnici o dirigenti sportivi, non a dei professionisti o programmatori di eventi sportivi, ma a dei veri e propri animatori sportivi che dedicano tempo ed energie non solo alla preparazione e formazione tecnica, ma ancor più a quella educativa e religiosa allo stesso modo di un catechista o animatore ecclesiale.
    • attività sportiva mai fine a se stessa: Dietro ogni evento deve esserci sempre una progettualità. L’attività sportiva dunque è pensata all’interno di un contesto più ampio. Per questo motivo ogni rassegna sia nazionale che regionale deve essere vissuta nel clima della festa e nella globalità della proposta formativa dell’ANSPI.